MARIA CAMILLA DE PALMA

Antropologa, direttrice di Castello D’Albertis Museo delle culture del mondo di Genova.
Consapevole che la cultura serve a diventare più umani, più civili e più felici, si occupa di fare della
cultura non una semplice evasione o un intrattenimento, ma un servizio pubblico rendendo
accessibile e comunicando (cioè rendendo comune) il patrimonio culturale, restituendo cioè ai
cittadini la sovranità piena su un bene comune che è parte fondante della loro identità ed è
necessario alla vita interiore di ciascuno di noi.

Partita per le vacanze senza un minimo sospetto, ritorno candidata, io che non ho mai fatto
politica e che mi sento totalmente estranea al modo di fare politica cui ci siamo abituati.
Forse proprio per questo, durante una camminata in montagna dove si respirava un’aria più fina,
la proposta di Ferruccio Sansa, dopo lo shock iniziale, mi è sembrata non solo un onore
straordinario ed un grande occasione di crescita, ma la cosa più pertinente da fare, per dare una
mano ad una nuova visione della Liguria e servire alla vita morale, intellettuale, religiosa e politica
di una comunità, di una famiglia, di un individuo.
Questo in realtà è quello che da circa 30 anni cerco di fare attraverso progetti, attività ed
esposizioni che suscitino emozioni, curiosità e voglia di sapere di più, ma soprattutto che lottino
contro stereotipi e pregiudizi, che mettano gli oggetti al servizio di una storia in cui ciascuno possa
sentirsi parte, nel macro come nel micro, che permettano di vivere una intensa esperienza
collettiva, restituendo ai diversi pubblici un pezzo della propria città e della propria identità, anche 
stravolgendo quella che crediamo l’armonia precostituita delle nostre certezze, grazie ad un
decentramento della nostra visione.

Chi mi conosce sa che non sono mai stata una “social”, proprio perché sono abituata a discutere di
persona, perché per il mio lavoro ho occasioni quotidiane di confronto e dialogo diretto, avendo
scelto di incontrare la città attraverso la vita di un museo vissuto come un organismo vivente in
osmosi continua con il luogo in cui si trova e con le popolazioni di cui espone il patrimonio, ma
sarò felice di discutere in altri modi, cercando di utilizzare in questo momento ogni canale ed
essere aperta alla Vita che incalza e che mi ha sbalzato dove non avevo mai pensato di trovarmi.

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