MARGHERITA ASQUASCIATI

Sono nata a Genova cinquantadue anni fa e sono mamma di un adolescente. Faccio l’architetto ed esercito la libera professione da oltre 25 anni. Ho collaborato con pubbliche amministrazioni nel settore della pianificazione territoriale e urbanistica.
Da oltre 30 anni sono volontaria dell’Associazione San Marcellino Onlus, che si fa carico di persone che versano in situazioni di disagio estremo, in particolare senza fissa dimora.
Sindaco del Comune di Fontanigorda dal 2014 al 2019, sono attualmente consigliere comunale e assessore, con deleghe alle politiche sociali, promozione del territorio e progetti europei.
Nel Comune di Fontanigorda sono anche responsabile del progetto di accoglienza per rifugiati SPRAR/SIPROIMI, gestito con il Comune di Rovegno.
La frequentazione ultraventennale di Fontanigorda e dell’alta Val trebbia mi ha portato a innamorarmi perdutamente di questi territori, distanti dalla città, abbandonati dalle persone e dai servizi, di conseguenza difficilissimi da abitare, ma nello stesso tempo così ricchi di bellezza, di storia, di biodiversità. Quando l’alta Val Trebbia è stata interessata dalla Strategia Nazionale Aree Interne, ho aderito con entusiasmo a questo progetto: finalmente qualcuno si accorgeva di questi luoghi, delle loro fragilità ma anche del loro grande potenziale. Da referente istituzionale della prima area progetto ligure ho contribuito a immaginare e programmare strategie collettive per l’avvio di uno sviluppo socioeconomico del territorio e per il contestuale miglioramento dei servizi ai cittadini con particolare riferimento a sanità, trasporti, istruzione, connettività.
Nonostante le azioni finanziate da strategia aree interne, tanto resta ancora da fare per le persone che vivono nei territori più isolati: alcuni interventi innovativi sono partiti, ma, nello stesso tempo, la gestione ordinaria dei servizi ai cittadini continua a essere insufficiente. Quanto più il numero dei cittadini cala, tanto più i servizi vengono tagliati. Vengono violati dei diritti e si creano delle profonde disuguaglianze tra chi vive in città e chi vive, o vorrebbe vivere, nelle aree più isolate.
Quando Ferruccio Sansa mi ha chiamata per propormi la candidatura come consigliere regionale nella sua lista, ho pensato che questa fosse l’occasione giusta per fare sentire la voce delle persone che vivono nell’entroterra, che non sono e non devono essere cittadini e cittadine di serie B.
Credo nell’assoluta necessità di lottare contro le disuguaglianze, siano esse territoriali, come nel caso delle aree interne, siano esse di genere, di censo e di provenienza geografica.

Sono nata a Genova cinquantadue anni fa e sono mamma di un adolescente. Faccio l’architetto ed esercito la libera professione da oltre 25 anni. Ho collaborato con pubbliche amministrazioni nel settore della pianificazione territoriale e urbanistica.
Da oltre 30 anni sono volontaria dell’Associazione San Marcellino Onlus, che si fa carico di persone che versano in situazioni di disagio estremo, in particolare senza fissa dimora.
Sindaco del Comune di Fontanigorda dal 2014 al 2019, sono attualmente consigliere comunale e assessore, con deleghe alle politiche sociali, promozione del territorio e progetti europei.
Nel Comune di Fontanigorda sono anche responsabile del progetto di accoglienza per rifugiati SPRAR/SIPROIMI, gestito con il Comune di Rovegno.
La frequentazione ultraventennale di Fontanigorda e dell’alta Val trebbia mi ha portato a innamorarmi perdutamente di questi territori, distanti dalla città, abbandonati dalle persone e dai servizi, di conseguenza difficilissimi da abitare, ma nello stesso tempo così ricchi di bellezza, di storia, di biodiversità. Quando l’alta Val Trebbia è stata interessata dalla Strategia Nazionale Aree Interne, ho aderito con entusiasmo a questo progetto: finalmente qualcuno si accorgeva di questi luoghi, delle loro fragilità ma anche del loro grande potenziale. Da referente istituzionale della prima area progetto ligure ho contribuito a immaginare e programmare strategie collettive per l’avvio di uno sviluppo socioeconomico del territorio e per il contestuale miglioramento dei servizi ai cittadini con particolare riferimento a sanità, trasporti, istruzione, connettività.
Nonostante le azioni finanziate da strategia aree interne, tanto resta ancora da fare per le persone che vivono nei territori più isolati: alcuni interventi innovativi sono partiti, ma, nello stesso tempo, la gestione ordinaria dei servizi ai cittadini continua a essere insufficiente. Quanto più il numero dei cittadini cala, tanto più i servizi vengono tagliati. Vengono violati dei diritti e si creano delle profonde disuguaglianze tra chi vive in città e chi vive, o vorrebbe vivere, nelle aree più isolate.
Quando Ferruccio Sansa mi ha chiamata per propormi la candidatura come consigliere regionale nella sua lista, ho pensato che questa fosse l’occasione giusta per fare sentire la voce delle persone che vivono nell’entroterra, che non sono e non devono essere cittadini e cittadine di serie B.
Credo nell’assoluta necessità di lottare contro le disuguaglianze, siano esse territoriali, come nel caso delle aree interne, siano esse di genere, di censo e di provenienza geografica.