JAN CASELLA

Ecco perché mi candido.
Ho accettato di candidarmi nella Lista Sansa Presidente alle elezioni regionali del 20 e 21 settembre, perché condivido la necessità di dare vita a una Liguria migliore, più attenta alle sue eccellenze e a chi è stato escluso finora dalle decisioni della politica. Questa candidatura è il naturale coronamento del mio impegno politico per il ponente savonese, iniziato più di dieci anni fa.
Una militanza trascorsa al fianco dei giovani, dei disoccupati, dei precari, dei lavoratori del turismo, degli imprenditori, dei commercianti e degli artigiani, che spesso compiono enormi sacrifici per continuare a svolgere la propria attività.
Mi sono sempre battuto per difendere le aziende turistiche che danno lustro e visibilità ad Alassio, la mia città. Il turismo è la nostra principale ricchezza. La difesa e lo sviluppo del litorale sono necessità primarie per la nostra economia, per troppo tempo rinviati.
Dobbiamo permettere agli operatori di lavorare in autonomia, favorendo la cooperazione tra diverse attività, perché la crescita di questo settore può cambiare il volto di interi quartieri. Pensiamo alla trasformazione positiva vissuta dal centro storico di Albenga grazie alla collaborazione tra commercianti e amministrazione. Per l’immediato futuro, la nuova frontiera sarà la crescita del turismo sportivo e all’aria aperta, che vede nelle nostre vallate uno scenario perfetto. Bisogna ridare centralità ai paesi dell’entroterra, unici al mondo per offerta enogastronomia e paesaggistica.
L’ospedale di Albenga deve essere pubblico e al servizio dei pazienti. Saranno gli elettori a giudicare la gestione dell’emergenza Covid da parte della Regione. Io ho un’idea ben chiara, ma non voglio perdere neppure un attimo in polemiche con l’attuale giunta regionale. Mi preme però ringraziare medici, infermieri, operatori socio sanitari, tecnici ospedalieri e tutti coloro che, con la loro professionalità e la loro passione, hanno confermato il ruolo fondamentale della sanità pubblica nel nostro Paese.
La nostra classe dirigente deve convincersi, finalmente, che la cultura può diventare una fonte di ricchezza e un’arma fondamentale per prendere coscienza della realtà, innescando quel processo di riscatto che è alla base di ogni cambiamento. Lo dico con una punta di orgoglio, pur essendo stato solo spettatore di questo capolavoro: il ponente savonese ha partorito il meglio della produzione teatrale indipendente della Liguria nell’ultimo decennio e ha visto nascere diversi Festival musicali di primo piano. Dobbiamo andarne fieri e proseguire su questa strada.
Pendolari, studenti e turisti devono viaggiare più rapidamente su strade, autostrade e ferrovie, che possono essere rese più scorrevoli con pochi interventi, facilmente attuabili nella prossima legislatura. Potenziare la linea ferroviaria Savona-Torino, ad esempio, può diminuire di quasi un’ora il tempo di percorrenza tra la Riviera e il capoluogo piemontese.
La Regione deve essere al completo servizio degli agricoltori per velocizzare il risarcimento dei danni causati dagli allagamenti, in zone già fortemente colpite dalle esondazioni. Allo stesso tempo, bisogna agire sulla prevenzione, accelerando il piano per la canalizzazione delle aree a rischio, che procede troppo lentamente per le esigenze delle imprese agricole.
Nonostante siano spesso dimenticate dal dibattito politico, la provincia di Savona vanta realtà industriali di primissimo piano nel panorama italiano. Penso principalmente a Piaggio e Bombardier, due aziende di cui ho seguito il percorso negli ultimi anni, attraverso contatti diretti coi lavoratori e con le rappresentanze sindacali. Lotterò con ogni forza per mantenere sul nostro territorio queste fabbriche, favorendo la creazione di posti di lavoro per i nostri giovani.
E proprio ai miei coetanei rivolgo un attestato di stima. Penso a chi vive in provincia di Savona e ha meno di quarantanni. Questa generazione ha pagato di tasca propria il conto del precariato, della disoccupazione, della bolla immobiliare, con conseguenze dirette sulla propria esistenza. C’è chi lavora da oltre vent’anni senza un regolare contratto, chi deve accettare qualsiasi tipo di mansione e orario pur di avere uno stipendio, chi è stato costretto a lasciare il proprio paese perché gli affitti erano diventati insostenibili. A loro va il mio pensiero. Per loro ho lavorato e continuerò a lavorare. Per restituire loro almeno una parte di quanto è stato tolto nell’ultimo ventennio.
È il momento giusto per cambiare.
Ora, insieme.

Ecco perché mi candido.
Ho accettato di candidarmi nella Lista Sansa Presidente alle elezioni regionali del 20 e 21 settembre, perché condivido la necessità di dare vita a una Liguria migliore, più attenta alle sue eccellenze e a chi è stato escluso finora dalle decisioni della politica. Questa candidatura è il naturale coronamento del mio impegno politico per il ponente savonese, iniziato più di dieci anni fa.
Una militanza trascorsa al fianco dei giovani, dei disoccupati, dei precari, dei lavoratori del turismo, degli imprenditori, dei commercianti e degli artigiani, che spesso compiono enormi sacrifici per continuare a svolgere la propria attività.
Mi sono sempre battuto per difendere le aziende turistiche che danno lustro e visibilità ad Alassio, la mia città. Il turismo è la nostra principale ricchezza. La difesa e lo sviluppo del litorale sono necessità primarie per la nostra economia, per troppo tempo rinviati.
Dobbiamo permettere agli operatori di lavorare in autonomia, favorendo la cooperazione tra diverse attività, perché la crescita di questo settore può cambiare il volto di interi quartieri. Pensiamo alla trasformazione positiva vissuta dal centro storico di Albenga grazie alla collaborazione tra commercianti e amministrazione. Per l’immediato futuro, la nuova frontiera sarà la crescita del turismo sportivo e all’aria aperta, che vede nelle nostre vallate uno scenario perfetto. Bisogna ridare centralità ai paesi dell’entroterra, unici al mondo per offerta enogastronomia e paesaggistica.
L’ospedale di Albenga deve essere pubblico e al servizio dei pazienti. Saranno gli elettori a giudicare la gestione dell’emergenza Covid da parte della Regione. Io ho un’idea ben chiara, ma non voglio perdere neppure un attimo in polemiche con l’attuale giunta regionale. Mi preme però ringraziare medici, infermieri, operatori socio sanitari, tecnici ospedalieri e tutti coloro che, con la loro professionalità e la loro passione, hanno confermato il ruolo fondamentale della sanità pubblica nel nostro Paese.
La nostra classe dirigente deve convincersi, finalmente, che la cultura può diventare una fonte di ricchezza e un’arma fondamentale per prendere coscienza della realtà, innescando quel processo di riscatto che è alla base di ogni cambiamento. Lo dico con una punta di orgoglio, pur essendo stato solo spettatore di questo capolavoro: il ponente savonese ha partorito il meglio della produzione teatrale indipendente della Liguria nell’ultimo decennio e ha visto nascere diversi Festival musicali di primo piano. Dobbiamo andarne fieri e proseguire su questa strada.
Pendolari, studenti e turisti devono viaggiare più rapidamente su strade, autostrade e ferrovie, che possono essere rese più scorrevoli con pochi interventi, facilmente attuabili nella prossima legislatura. Potenziare la linea ferroviaria Savona-Torino, ad esempio, può diminuire di quasi un’ora il tempo di percorrenza tra la Riviera e il capoluogo piemontese.
La Regione deve essere al completo servizio degli agricoltori per velocizzare il risarcimento dei danni causati dagli allagamenti, in zone già fortemente colpite dalle esondazioni. Allo stesso tempo, bisogna agire sulla prevenzione, accelerando il piano per la canalizzazione delle aree a rischio, che procede troppo lentamente per le esigenze delle imprese agricole.
Nonostante siano spesso dimenticate dal dibattito politico, la provincia di Savona vanta realtà industriali di primissimo piano nel panorama italiano. Penso principalmente a Piaggio e Bombardier, due aziende di cui ho seguito il percorso negli ultimi anni, attraverso contatti diretti coi lavoratori e con le rappresentanze sindacali. Lotterò con ogni forza per mantenere sul nostro territorio queste fabbriche, favorendo la creazione di posti di lavoro per i nostri giovani.
E proprio ai miei coetanei rivolgo un attestato di stima. Penso a chi vive in provincia di Savona e ha meno di quarantanni. Questa generazione ha pagato di tasca propria il conto del precariato, della disoccupazione, della bolla immobiliare, con conseguenze dirette sulla propria esistenza. C’è chi lavora da oltre vent’anni senza un regolare contratto, chi deve accettare qualsiasi tipo di mansione e orario pur di avere uno stipendio, chi è stato costretto a lasciare il proprio paese perché gli affitti erano diventati insostenibili. A loro va il mio pensiero. Per loro ho lavorato e continuerò a lavorare. Per restituire loro almeno una parte di quanto è stato tolto nell’ultimo ventennio.
È il momento giusto per cambiare.
Ora, insieme.