GLORIA BARDI

Gloria Bardi, Genova 1956, laurea in Filosofia con master in Bioetica e scienze forensi. Insegnante. Leggo e scrivo, dedicandomi con particolare interesse alla bioetica e alla storia della medicina. Ho approfondito, come sceneggiatrice, alcuni temi caldi, in ambito civico, come il G8 e il fine vita pubblicati sotto forma di fumetto. Gli Enti che costituiscono lo Stato: Comuni, Province, Regioni, rappresentano comunità, che hanno nella fiducia e reciprocità dei cittadini il miglior capitale umano e sociale.
Più è vasta e complessa la comunità, più è complicato amministrarla. Per riuscirvi al meglio occorre trovare percorsi condivisi nell’interesse di ogni singolo componente e della comunità stessa. Includere e non escludere. Ascoltare e dialogare. Essere veri e non fare finta. Con questa convinzione e con questo spirito mi sono impegnata nella politica amministrativa come prima candidata sindaco donna nel Comune di Finale Ligure e, in seguito alle elezioni, come consigliera di opposizione.
Le mie battaglie maggiori hanno riguardato:
– l’istituzione del parco del Finalese, sempre dialogando con le parti coinvolte
– il contrasto al trasferimento del CIM fuori dal centro urbano
– il mantenimento dell’acqua pubblica
– la gestione della locale residenza protetta, di cui ho presieduto per l’intero mio mandato la Commissione di Vigilanza
– la promozione di una recettività turistica che prescindesse dalla costruzione indiscriminata di seconde case
– la costante disamina critica delle operazioni Piaggio e Ghigliazza, con richiesta di un referendum popolare
– il mantenimento delle spiagge libere
– l’istituzione di un asilo nido comunale
– la salvaguardia dei posti di lavoro nel passaggio da gestione comunale a partecipate
– la correttezza degli atti amministrativi
– Ho promosso raccolte di firme contro la legge 40 sulla fecondazione assistita e a sostegno della scelta di
fine vita fatta da Piergiorgio Welby
Per quanto riguarda le idee
– Il mio essere di sinistra è riconducibile a questa considerazione semplicissima: interesse pubblico e privato devono trovare, anche grazie alla mediazione politica, una conciliazione ma dove ciò sia impossibile, il pubblico deve avere la precedenza.
– Sono convinta che la salute e la sua tutela, anche in termini ecologici, rappresentino un bene primario, senza cui non vi è libertà.
– Sono convinta altresì che la democrazia debba essere congiunta a conoscenza e formazione civica, per non diventare dittatura della maggioranza.
– Sono antifascista e contro ogni totalitarismo. Sono per il riconoscimento del diritto all’autodeterminazione del singolo per quanto riguarda il suo corpo e i suoi orientamenti di genere, per il pluralismo delle scelte e per la laicità dello stato
– ritengo che la grande sfida di ogni politica sia garantire assieme libertà e uguaglianza, sotto forma di pari opportunità e equità sociale
– Sono convinta che la parola ‘sviluppo’ non debba mai imporsi a dispetto di cura, solidarietà e compassione. Diversamente, sarebbe uno sviluppo pieno di crepe e punti di frana.
– vedo dell’immaginazione una risorsa politica, assieme a conoscenza, competenza, responsabilità
– Nella comunità che vorrei, ogni essere senziente, animali compresi, dovrebbe poter non soffrire.
– Sono convinta che vada ricostruito lo spazio pubblico con una attenzione particolare all’estetica, perché alla politica corrisponda una cultura politica, col suo lessico e il suo senso di società.
– Sono comunque convinta che il contrasto alla parte avversa debba avvenire a partire da proposte alternative e critiche argomentate, che la dinamica maggioranza -opposizione non debba trasformarsi in un gioco al massacro, a discapito della comunità, il cui interesse deve prevalere sulle pure e semplici logiche di schieramento.
Garantisco, (e chi ha condiviso con me l’esperienza del Consiglio Comunale a Finale Ligure credo mi possa riconoscere, anche se appartenente all’allora maggioranza da me contrastata),
– l’impegno nel conoscere e nell’approfondire le tematiche, specie dove so di non sapere
– tutto il coraggio civico necessario, anche forzando la mia naturale riservatezza di ligure.
Quanto scritto, senza nulla nascondere, consente all’elettore di orientarsi nella sua scelta, fermo restando che non intendo carpire i voti di chi non si sente concorde coi miei orientamenti, pregandolo anzi, col massimo rispetto, di non votarmi, perché non potrei rappresentarlo.

Gloria Bardi, Genova 1956, laurea in Filosofia con master in Bioetica e scienze forensi. Insegnante. Leggo e scrivo, dedicandomi con particolare interesse alla bioetica e alla storia della medicina. Ho approfondito, come sceneggiatrice, alcuni temi caldi, in ambito civico, come il G8 e il fine vita pubblicati sotto forma di fumetto. Gli Enti che costituiscono lo Stato: Comuni, Province, Regioni, rappresentano comunità, che hanno nella fiducia e reciprocità dei cittadini il miglior capitale umano e sociale.
Più è vasta e complessa la comunità, più è complicato amministrarla. Per riuscirvi al meglio occorre trovare percorsi condivisi nell’interesse di ogni singolo componente e della comunità stessa. Includere e non escludere. Ascoltare e dialogare. Essere veri e non fare finta. Con questa convinzione e con questo spirito mi sono impegnata nella politica amministrativa come prima candidata sindaco donna nel Comune di Finale Ligure e, in seguito alle elezioni, come consigliera di opposizione.
Le mie battaglie maggiori hanno riguardato:
– l’istituzione del parco del Finalese, sempre dialogando con le parti coinvolte
– il contrasto al trasferimento del CIM fuori dal centro urbano
– il mantenimento dell’acqua pubblica
– la gestione della locale residenza protetta, di cui ho presieduto per l’intero mio mandato la Commissione di Vigilanza
– la promozione di una recettività turistica che prescindesse dalla costruzione indiscriminata di seconde case
– la costante disamina critica delle operazioni Piaggio e Ghigliazza, con richiesta di un referendum popolare
– il mantenimento delle spiagge libere
– l’istituzione di un asilo nido comunale
– la salvaguardia dei posti di lavoro nel passaggio da gestione comunale a partecipate
– la correttezza degli atti amministrativi
– Ho promosso raccolte di firme contro la legge 40 sulla fecondazione assistita e a sostegno della scelta di
fine vita fatta da Piergiorgio Welby
Per quanto riguarda le idee
– Il mio essere di sinistra è riconducibile a questa considerazione semplicissima: interesse pubblico e privato devono trovare, anche grazie alla mediazione politica, una conciliazione ma dove ciò sia impossibile, il pubblico deve avere la precedenza.
– Sono convinta che la salute e la sua tutela, anche in termini ecologici, rappresentino un bene primario, senza cui non vi è libertà.
– Sono convinta altresì che la democrazia debba essere congiunta a conoscenza e formazione civica, per non diventare dittatura della maggioranza.
– Sono antifascista e contro ogni totalitarismo. Sono per il riconoscimento del diritto all’autodeterminazione del singolo per quanto riguarda il suo corpo e i suoi orientamenti di genere, per il pluralismo delle scelte e per la laicità dello stato
– ritengo che la grande sfida di ogni politica sia garantire assieme libertà e uguaglianza, sotto forma di pari opportunità e equità sociale
– Sono convinta che la parola ‘sviluppo’ non debba mai imporsi a dispetto di cura, solidarietà e compassione. Diversamente, sarebbe uno sviluppo pieno di crepe e punti di frana.
– vedo dell’immaginazione una risorsa politica, assieme a conoscenza, competenza, responsabilità
– Nella comunità che vorrei, ogni essere senziente, animali compresi, dovrebbe poter non soffrire.
– Sono convinta che vada ricostruito lo spazio pubblico con una attenzione particolare all’estetica, perché alla politica corrisponda una cultura politica, col suo lessico e il suo senso di società.
– Sono comunque convinta che il contrasto alla parte avversa debba avvenire a partire da proposte alternative e critiche argomentate, che la dinamica maggioranza -opposizione non debba trasformarsi in un gioco al massacro, a discapito della comunità, il cui interesse deve prevalere sulle pure e semplici logiche di schieramento.
Garantisco, (e chi ha condiviso con me l’esperienza del Consiglio Comunale a Finale Ligure credo mi possa riconoscere, anche se appartenente all’allora maggioranza da me contrastata),
– l’impegno nel conoscere e nell’approfondire le tematiche, specie dove so di non sapere
– tutto il coraggio civico necessario, anche forzando la mia naturale riservatezza di ligure.
Quanto scritto, senza nulla nascondere, consente all’elettore di orientarsi nella sua scelta, fermo restando che non intendo carpire i voti di chi non si sente concorde coi miei orientamenti, pregandolo anzi, col massimo rispetto, di non votarmi, perché non potrei rappresentarlo.