GIACOMO D’ALESSANDRO

Ho 30 anni e vivo a Genova tra due realtà comunitarie, il Centro Banchi e il Forte Tenaglie. In questi anni mi sono occupato di comunicazione sociale ed ambientale, di cammini, volontariato e promozione umana. Ho studiato alle Università di Pavia e Torino e collaborato con diverse associazioni tra cui Suq Festival, La Piuma Onlus, Gesuiti, Auxilium e Percorsi di Vita. Ho cofondato l’associazione Cittadini Sostenibili. Ho fondato Il Cammino dei Ribelli sull’appennino tra Liguria e
Piemonte. Ho curato la stesura e pubblicazione di tre libri di attualità sociale ed impegno ecclesiale, e svolto reportage da Italia, Sud America ed Africa per le riviste Gli Asini di Goffredo Fofi, Mondo e Missione del PIME, laGuardia di Genova.
Sono social media manager presso la sede nazionale di AISM onlus.
Promuovo temi sociali e ambientali e l’impegno civile anche attraverso musica cantautorale, reading teatrali ed eventi.

Sono uno di quei giovani che avrebbe molti motivi per andare altrove a cercare condizioni culturali e sociali più stimolanti e dinamiche. Ma che ha ben chiari anche i motivi per costruire qualcosa di valido qui. E che in questi anni ha scommesso sull’impegno costante per migliorare e vivere la propria comunità.
Che ancora vuole scommettere sulla possibilità di sbloccare energie positive e di fare qualche salto in avanti verso la visione di una Liguria più sostenibile, dinamica, autentica e accogliente.
Troppe persone mancano di una visione su dove potremmo andare, quali potenzialità potremmo inseguire.
Troppe persone mancano di radicalità nel sognare e costruire alcuni cambiamenti, alcune prospettive.
Ma i nodi vengono al pettine, e migliaia di giovani se ne vanno, altre migliaia se ne stanno. È nei momenti di crisi o di stagnazione che si può osare un passo di lato, se non per un’urgenza che si sente personalmente, quantomeno per offrire condizioni diverse ai propri giovani. Diverse da quelle che evidentemente fino ad oggi non sono state feconde.
Se penso di tradurre ciò che porto avanti quotidianamente in impegno politico, i temi che mi stanno più a cuore e su cui potrei lavorare meglio sono:
– la sostenibilità socio ambientale, con particolari obiettivi sulla mobilità dolce (progetto cardine l’Aurelia Verde);
– il rilancio territoriale attraverso i cammini (obiettivo cardine l’Alta Via dei Monti Liguri), il turismo lento e sociale, le discipline outdoor, la microeconomia, l’insediamento di proposte didattiche formative e sportive nei parchi;
– la filiera corta alimentare, il rilancio dell’agricoltura locale, la ripresa di terreni e spazi abbandonati;
– la riabitazione con funzione sociale, comunitaria e turistica di spazi e beni in disuso, semplificandone l’affidamento a gruppi informali e realtà strutturate;
– la connettività diffusa e lo smart working come strumento di riabitazione dei territori fuori città, di qualità della vita e di partecipazione civica in prossimità;
– l’attenzione all’emorragia giovanile, favorendo a tutti i livelli il coinvolgimento di giovani meritevoli nei ruoli di responsabilità e progettualità, e facilitando l’autonomia abitativa, il cohousing di individui e famiglie, l’opportunità di start up e le esperienze esistenziali di qualità per la fascia 20-30;
– l’inclusione sociale e lavorativa delle fasce deboli e dei soggetti fragili, coinvolgendo personalità competenti e credibili nel sostegno o nella creazione di ambienti fertili per la cura, la crescita e la realizzazione di sé.

Ho 30 anni e vivo a Genova tra due realtà comunitarie, il Centro Banchi e il Forte Tenaglie. In questi anni mi sono occupato di comunicazione sociale ed ambientale, di cammini, volontariato e promozione umana. Ho studiato alle Università di Pavia e Torino e collaborato con diverse associazioni tra cui Suq Festival, La Piuma Onlus, Gesuiti, Auxilium e Percorsi di Vita. Ho cofondato l’associazione Cittadini Sostenibili. Ho fondato Il Cammino dei Ribelli sull’appennino tra Liguria e
Piemonte. Ho curato la stesura e pubblicazione di tre libri di attualità sociale ed impegno ecclesiale, e svolto reportage da Italia, Sud America ed Africa per le riviste Gli Asini di Goffredo Fofi, Mondo e Missione del PIME, laGuardia di Genova.
Sono social media manager presso la sede nazionale di AISM onlus.
Promuovo temi sociali e ambientali e l’impegno civile anche attraverso musica cantautorale, reading teatrali ed eventi.

Sono uno di quei giovani che avrebbe molti motivi per andare altrove a cercare condizioni culturali e sociali più stimolanti e dinamiche. Ma che ha ben chiari anche i motivi per costruire qualcosa di valido qui. E che in questi anni ha scommesso sull’impegno costante per migliorare e vivere la propria comunità.
Che ancora vuole scommettere sulla possibilità di sbloccare energie positive e di fare qualche salto in avanti verso la visione di una Liguria più sostenibile, dinamica, autentica e accogliente.
Troppe persone mancano di una visione su dove potremmo andare, quali potenzialità potremmo inseguire.
Troppe persone mancano di radicalità nel sognare e costruire alcuni cambiamenti, alcune prospettive.
Ma i nodi vengono al pettine, e migliaia di giovani se ne vanno, altre migliaia se ne stanno. È nei momenti di crisi o di stagnazione che si può osare un passo di lato, se non per un’urgenza che si sente personalmente, quantomeno per offrire condizioni diverse ai propri giovani. Diverse da quelle che evidentemente fino ad oggi non sono state feconde.
Se penso di tradurre ciò che porto avanti quotidianamente in impegno politico, i temi che mi stanno più a cuore e su cui potrei lavorare meglio sono:
– la sostenibilità socio ambientale, con particolari obiettivi sulla mobilità dolce (progetto cardine l’Aurelia Verde);
– il rilancio territoriale attraverso i cammini (obiettivo cardine l’Alta Via dei Monti Liguri), il turismo lento e sociale, le discipline outdoor, la microeconomia, l’insediamento di proposte didattiche formative e sportive nei parchi;
– la filiera corta alimentare, il rilancio dell’agricoltura locale, la ripresa di terreni e spazi abbandonati;
– la riabitazione con funzione sociale, comunitaria e turistica di spazi e beni in disuso, semplificandone l’affidamento a gruppi informali e realtà strutturate;
– la connettività diffusa e lo smart working come strumento di riabitazione dei territori fuori città, di qualità della vita e di partecipazione civica in prossimità;
– l’attenzione all’emorragia giovanile, favorendo a tutti i livelli il coinvolgimento di giovani meritevoli nei ruoli di responsabilità e progettualità, e facilitando l’autonomia abitativa, il cohousing di individui e famiglie, l’opportunità di start up e le esperienze esistenziali di qualità per la fascia 20-30;
– l’inclusione sociale e lavorativa delle fasce deboli e dei soggetti fragili, coinvolgendo personalità competenti e credibili nel sostegno o nella creazione di ambienti fertili per la cura, la crescita e la realizzazione di sé.